ASSISTENZA AI DISABILI, SE NON CI FOSSERO COLF E BADANTI...

27/11/2018

ASSISTENZA AI DISABILI, SE NON CI FOSSERO COLF E BADANTI...


Il nostro Paese non può andare avanti senza colf e badanti.  Il lavoro domestico è, sempre di più, indispensabile per la nostra società. Il progressivo, inesorabile invecchiamento della popolazione e la crescente partecipazione delle donne al mercato del lavoro rendono imprescindibile il ricorso a queste figure professionali da parte delle famiglie italiane. Tuttavia, ad avere estremo bisogno di figure di assistenti in casa a supporto della quotidianità non sono solo gli anziani. Un'altra componente entra in gioco in modo significativo fra i datori di lavoro domestico:quella delle persone affette da disabilità o limitazioni funzionali.

A mettere in luce questa problematica, fornendone le cifre, è la ricerca di Domina - Associazione nazionale famiglia datori di lavoro domestico realizzata dalla Fondazione Leone Moressa intitolata "Lavoro domestico e disabilità in Italia. Il ruolo delle famiglie al centro del welfare italiano", che analizza i dati Istat, li confronta con i dati del lavoro domestico e prende in esame la spesa delle famiglie. Con un risultato evidente: in Italia, anche in fatto di assistenza alle persone anziane, disabili e non autosufficienti, è la rete familiare a prestare il maggiore contributo e a portare sulle sue spalle l'onere finanziario più grande.

Secondo lo studio, in Italia i disabili (sopra i 6 anni di età) in totale sono 3,2 milioni, di questi 2,5 milioni sono anziani, over 65. Quanto al genere, l'incidenza è molto più alta nella popolazione femminile che in quella maschile. Per quanto riguarda le limitazioni e forme di disabilità, queste sono di ampio spettro: si va dai problemi di movimento e locomozione (1,5 milioni di persone), alla carenza di autonomia nelle attività quotidiane come vestirsi o lavarsi i denti (quasi 2 milioni), ai problemi di comunicazione, vista, udito, parola (circa 900mila). Infine, quasi 1,4 milioni di persone sono costrette a letto, su una sedia o a restare confinati nella loro casa per impedimenti fisici o psichici.  

Quanto spendono i Comuni per il sostegno all'area della disabilità? La spesa media pro-capite in Italia ammonta a 2.990 euro, con forti differenze fra aree geografiche: al Nord si spende molto di più, con il picco nel Nordest di 5.300 euro per ogni persona disabile. In coda alla graduatoria si collocano le regioni meridionali, con i 470 euro in Calabria e  poco più di 700 in Campania. Ma, di fatto - evidenzia la ricerca - il grosso della spesa dell'asssistenza ricade sulla spalle - e sulle finanze - delle famiglie. La metà delle persone con disabilità grave vivono infatti nell'ambito familiare: il 49,9% con i genitori (o con un solo genitore), spesso molto anziani. Per questi soggetti, strettamente dipendenti dalla rete familiare, il rischio di emarginazione è molto grave. Circa il 35% dei disabili gravi vivono con il parner, il 9,6% vivono da soli (la maggior parte di loro non ha più i genitori). 

E' chiaro che per le famiglie con un disabile in casa il ricorso a lavoratori e lavoratrici domestici diventa fondamentale. I lavoratori domestici nel nostro Paese ammontano a quasi 2 milioni milioni, di cui quasi 900mila badanti (compresi gli irregolari). Di questi, solo il 41% sono censiti dall'Inps. La spesa delle famiglie (tra colf e badanti) risulta complessivamente pari a circa 7 miliardi di euro. Uo sgravio consistente per le casse dello Stato che, senza l'apporto sostanzioso delle famiglie, si troverebbe a spendere cifre molto più alte per le strutture di ricovero.

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